E’ uscito il secondo libro della collana

Tanti anni fa, a Chernobyl

Non è facile lasciare segni facendo il giornalista, qualche impronta di sé. In tutta umiltà credo che a me sia successo, se a distanza di anni si ricordano, e addirittura mi premiano, per l’impresa forse più folle, più infida e più importante di tutte. Entrare a Chernobyl subito dopo il disastro. Poi ci sono tornato altre due volte ma la più incosciente è stata la prima, senza protezioni (come se ne esistessero), entrando nella centrale e mangiando addirittura i frutti della campagna contaminata. Sentendomi un sopravvissuto davanti alla morte della Terra, diviso dal sarcofago da un tramezzo, spinto solo dalla curiosità come capita ai veri cronisti. Domani sarò a Novoli, nel Salento del desiderio, per il premio intitolato a Nabokov, un grande scrittore (guardo caso) russo intervistato dal mio editore, e soprattutto amico Andrea Giannasi che mi accompagna in questa seconda stagione della vita. Accanto avrò Flavia Piccinna, una giovane ed eccellente collega che ha già scoperto l’entusiasmo dell’inchiesta. Giuro, non sarò radioattivo. 😄

Il ritorno a Occhieppo

Occhieppo Superiore è il mio paese e il paese di Renino, il protagonista del mio primo libro. Fa un certo effetto presentare “Soldato Salza Renato, l’eroismo e l’umiltà” proprio in quel paesello che Renino amava tanto, il “rifugio” a cui approdò dopo anni di prigionia in terra sovietica, il “posto più bello del mondo”, dove non aveva neppur più sognato di tornare… E in questo doveroso omaggio a Renino sarò affiancata dal mitico Pino Scaccia, il mio compagno di penna di “Dittatori” e dell’imminente nuovo volume della collana “Amori maledetti”. Il REPORTER del Tg1 per eccellenza, colui che mi affiancò nella primissima presentazione, dopo il regalo di un’inattesa prefazione, solo avendo letto il manoscritto via mail, senza neppure conoscermi. Quante pagine sono trascorse da allora. E quante ancora da riempire…

undefined

Un libro scritto con il cuore

Una serata memorabile