“Volta la Carta” è un grande, fantastico esempio del desiderio aquilano di riscatto. Nell’unico modo possibile, puntando sulla cultura. Una squadra giovane e formidabile, un’organizzazione perfetta. Mettete insieme una formazione di professoresse amanti del bello, una serie di buoni ospiti e il successo è assicurato. Un giorno abbiamo fatto esercizio
di memoria, ognuno raccontando il legame che ha avuto, e che ha, con l’Aquila, il giorno successivo (oggi, appena stamattina) abbiamo presentato le nostre opere letterarie. Non andando nelle scuole, ma la scuola venendo da noi nello splendido Palazzetto dei Nobili. A me è capitata la quinta di un liceo artistico che ha seguito il racconto di “Dittatori” con molta attenzione e interesse. Ne sono orgoglioso perché i giovani che per fortuna non hanno vissuto anni nefasti, si sono potuti interrogare su una fase storica, quella attuale, che nasconde tanti rischi. “E’ già accaduto e potrebbe accadere di nuovo”, diceva Primo Levi. Non volevo certo dare lezioni né imporre le mie idee, ma spero almeno di aver fatto riflettere.





